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Chi litiga col muro si rompe la testa.


 

 

 

 

 

 

Succede a tutti di litigare, non è vero?
Magari con il proprio collega, la propria fidanzata, un fratello oppure un amico (e con se stessi!)…Come saprai io non sono molto interessato agli specifici contenuti di un ‘problema’: mi oriento prevalentemente sulla ricerca delle soluzioni da fornire alla volta del raggiungimento dell’obiettivo.
Quando avviene una litigata, una discussione dai toni accesi oppure è necessario un chiarimento tra più persone (ma anche interno a noi stessi) purtroppo essa avviene molto più spesso per le modalità utilizzate che per i contenuti; mi spiego meglio: partiamo dal presupposto che se arriviamo ad una controversia, e non si tratta di uno sconosciuto che ci tampona al semaforo e pretende di avere ragione incolpando noi, si tratta sicuramente di una persona che fa parte della nostra vita da qualche tempo e quindi possiamo affermare di conoscerla già da un po’, l’abbiamo ‘accettata’ e ci piace averla a contatto con noi. Per dirla al contrario, per i ‘via da…’: non è una sconosciuta totale.

 

 

 

Dunque, se già la conosciamo, abbiamo già ritenuto di avere parecchio in comune con essa e ci ritroviamo nei suoi comportamenti e ragionamenti.
Come ti dicevo, non mi interesso solitamente più di tanto dei contenuti specifici di un ‘problema’: oltre che per i motivi che già conoscerai per i quali preferisco investire tempo ed energie per le soluzioni e per le strategie da adottare alla volta del raggiungimento di un traguardo, anche per il fatto che solitamente chi crede in qualcosa lo fa per ragionamenti e convinzioni personali e validi per lui. Non lo fa a caso.
E, come ciò in cui credo io è per me giusto, non posso costringere un’altra persona a ragionare come me. Soprattutto non è un mio interesse ‘farla pensare esattamente come me’ ad un altro.
Mi piace molto di più fare vedere ad un’altra persona che esiste anche il mio modo di ragionare. Poi sarà lei a decidere come agire e in che direzione.
Ma se io per primo non le mostro la mia mappa, come farà un altro individuo a muoversi sul mio territorio?

 

 

 

Come ti dicevo all’inizio di questo articolo, tra amici, colleghi, fidanzati, fratelli, eccetera…molto spesso si raggiunge una particolare intesa che sfocia in una notevole quantità di tempo da trascorrere insieme. Tutto questo per quale motivo?
Perché si è quasi sempre d’accordo su un obiettivo finale.
Che sia un viaggio da fare, un pomeriggio da trascorrere insieme, un ristorante, un film da andare a vedere, una serie di comportamenti o di ragionamenti sulle questioni importanti della vita…si è spessissimo d’accordo. Per caso tu passi molto tempo con chi si comporta diversamente da te?
Non credo.

 

 

 

Quando si arriva a litigare, discutere o come vogliamo chiamarlo, il più delle volte è perchè ci si dimentica dell’obiettivo comune finale e si da più attenzione ai modi in cui ci si parla.
Si inizia una sorta di vortice da quale non si esce con facilità: il tono di voce che si innalza considerevolmente, le orecchie che di incanto non servono più a sentire chi ci è vicino ma solo a rinforzare come un eco la nostra parola, la gara a chi sbraita più forte come  a dire che se parli sotto i 100mila decibel manco ti ascolto perchè tanto non può essere qualcosa di sensato, e poi i bellissimi fraintendimenti su ‘ciò che credevo volessi intendere perché avevo pensato ti riferissi a quello’…eccetera eccetera eccetera…

 

 

 

In tutto questo circo cosa accade? Che si allontana sempre di più il reale traguardo desiderato e considerato prima di discutere e ci si sofferma sulle sfumature del discorso sensato originario che magicamente ora sono diventate i colori primari della nostra tavolozza.
Gli eccessi, nella vita e nelle piccole cose, portano fuori strada, sempre. E quando, con una persona a noi cara, non troviamo un punto di intesa, ricordiamoci che elevando i toni o accentuando le nostre risposte non risolveremo nulla. Aumenterà solamente la temperatura del nostro sangue fino a raggiungere l’ebollizione! E allora saremo senza alcun freno nè controllo (i casi in cui ci scappano dalla bocca cose che in realtà non pensiamo, ma presi dalla foga di volere avere ragione e contrastare l’altra persona perdiamo il controllo e pronunciamo cose insensate per le queli poi ci tocca scusarci).

 

 

 

Assumiamo il controllo della situazione (e se necessario anche dell’altra persona) ricordando a noi stessi in primis il reale motivo per il quale siamo, al momento, in disaccordo e manteniamo la nostra mente in una condizione di calma.
Anche l’altra persona (o persone) se ne accorgerà e ci ‘imiterà’, facendo tornare la discussione sui binari corretti, che ci avvicineranno al traguardo finale.
Mettiamoci più comodi possibile, ricordiamo di non avere solo gli ultra-suoni ma di poter parlare normalmente e così facendo anche le nostre ragioni saranno più chiare a chi le sta ascoltando; in seguito teniamo a mente di avere le orecchie per ascoltare non solo noi stessi ma anche e soprattutto gli altri (così come magari hanno fatto fino adesso con noi).

 

 

 

E facciamo presente che possono esistere anche due modi (validi entrambi) di vedere e vivere una questione. Non è un regime dove ci dobbiamo imporre o qualcuno deve farlo con noi: ci sono anche le vie di mezzo che consentono di realizzare un obiettivo comune.

 

 

 

Parliamo e ascoltiamo, spieghiamoci e comprendiamo cosa intende l’altra parte: molto più spesso di quanto non si creda scopriremo di avere idee simili, essere d’accordo sullo scopo finale, ma le modalità di approccio e di dialogo ci hanno depistato e magari rovinato un rapporto.
La comprensione, la lucidità e gli obiettivi sono di imprescindibile importanza per ognuno di noi. Utilizziamoli.

 

 

 

Con Passione,
Nicola P.

 

 

 

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