Kaizen Mental Training Blog

Follia: fare e rifare la stessa cosa aspettandosi risultati diversi.

 

“Le persone che riescono in questo mondo sono quelle che vanno alla  ricerca delle condizioni che desiderano,
e se non 
le trovano…le creano”

G.B. Shaw

 

 

 

 

In quest’ultimo periodo sto assistendo con dispiacere e stupore a quanto l’intera società e la maggior parte delle persone che la compongono risaltino sempre l’attenzione sugli aspetti negativi delle cose.

Mi spiego meglio: innanzitutto non sto accusando nessuno e non sto dando la colpa a nessuno; vorrei evidenziare il fatto che ciò di cui sto parlando la ritengo prevalentemente un’abitudine che abbiamo assorbito e interiorizzato nel tempo dalle varie televisioni, giornali, internet, a volte famiglie, e usi comuni. Si da risalto a ciò che non va bene, ciò che non funziona, ciò che non ci piace, ciò che ci disturba e ciò che ci infastidisce. Non trovi? Pensaci un secondo distaccandoti in maniera imparziale da quello che sei abituato a pensare e esternare.

 

Ovunque tu faccia ricadere la tua attenzione troverai in netta predominanza la presenza di ‘lamentele’ o ‘dissensi’…Facebook e altri social network, TeleGiornali, Internet, programmi televisivi (e via dicendo) stanno infestando i nostri modi di pensare e di rapportarci con noi stessi (ragionamenti personali e dialogo interno) e con il mondo esterno (amici, famigliari, conoscenti, partner, colleghi di lavoro e lavoro stesso). Personalmente noto una costante consequenzialità di disapprovazioni e critiche che reputo eccessive e soprattutto poco utili! Come sosteneva Madre Teresa: “Se giudichi le persone, non ti rimane tempo per amarle”, e io aggiungo che non ti rimane tempo nemmeno per scoprire due cose di straordinaria importanza per il raggiungimento dei tuoi obiettivi e per avere successo nella vita (successo, come spiego nell’e-book che ottieni in regalo iscrivendoti alla newsletter del BLOG, inteso come participio passato del verbo ‘succedere’ ovvero fare accadere le cose – e non subirle o assistere ad esse impotenti):

– Decidi che cosa vuoi, in che misura e in quale modalità (e non cosa non vuoi o non ti va bene);

– Cosa fai tu, oggi, per ottenere quello che hai deciso di volere o volere essere?

Vorrei che ci ragionassi in maniera libera e rilassata…quanto tempo impieghi a lamentarti di qualcosa o qualcuno che non ti  piace-ti infastidisce, che potresti invece investire per conquistare i risultati che desideri o per divenire la persona (e l’esempio per gli altri) che ambisci di essere?
Come dicevo poco fa, credo che ormai sia diventata un’abitudine indotta quella di ragionare in termini negativisti, che ci fanno allontanare VIA DA ciò che non ci va bene, e ci fanno dimenticare di ciò che invece desideriamo e di ciò che vogliamo ottenere (condizione che ci permetterebbe di andare VERSO quello che ci piace e che ci poniamo come obiettivo da raggiungere). Questa abitudine ormai possiamo classificarla come ‘inconsapevole’, talmente siamo addestrati in questo modo e programmati a comunicare (dentro e fuori) così.

 

Il bello è che possiamo superare questo sistema prendendo decisioni consapevoli in ogni momento della nostra vita. Non dobbiamo permettere che la programmazione del passato controlli anche presente e futuro. Una mentalità Kaizen, una mentalità vincente permette di organizzarci in modo che noi stessi veniamo spinti nella direzione del nostro progetto di vita. Penso che la maggior parte di noi abbia le idee un po’ confuse in merito a ciò che veramente vuole dalla vita e pretende dalla propria esistenza. In questo frangente storico, credo tu sia d’accordo con me, svolge un ruolo dominante la paura. Questa parola, queste cinque lettere che però, assemblate, diventato pericolosissime. Esse hanno il potere di infettare i nostri ragionamenti, le nostre credenze e convinzioni paralizzandoci e lasciandoci senza sapere come trasformare i nostri sogni, le nostre idee, i nostri desideri in realtà. Il risultato è che non siamo più abituati a prendere quelle decisioni che potrebbero fare delle nostre nostre vite i capolavori che meritano di essere. Con la paura si sposta anche la nostra attenzione: essendo bloccati, iniziamo a guardarci attorno, a controllare gli altri e le cose che fanno gli altri…smettendo così di interessarci delle nostre faccende, dei nostri bisogni e delle nostre aspettative. In sostanza, ci distraiamo. E distraendoci da noi, dimentichiamo cosa veramente vogliamo. Abbassiamo anche i nostri standard e le nostre aspettative perché le uniformiamo a quelle di altri, che non sono migliori o peggiori: semplicemente sono diversi.
Smettiamo di guardare la bussola, e navighiamo evitando di perderci.

 

Dobbiamo superare il timore di prendere decisioni sbagliate! Indubbiamente ci capiterà di prendere qualche decisione sbagliata nella nostra vita. Combineremo guai; nessuno ha sempre preso la decisione giusta. Ben lungi da ciò.
Io personalmente ho deciso che qualsiasi decisione prenda, sarò flessibile, elastico, baderò alle conseguenze, ne farò tesoro e userò tutte queste lezioni per prendere in futuro decisioni migliori.
Il successo è effetto del buon giudizio. Il buon giudizio è il risultato dell’esperienza e l’esperienza è spesso il risultato del giudizio sbagliato. Le esperienze apparentemente tristi o penose sono a volte le più importanti. Dobbiamo impegnarci a imparare dai nostri sbagli, invece che tornare alla carica con le stesse gesta e le stesse modalità d’azione, altrimenti siamo destinati a ripetere lo stesso errore in futuro.

 

Quando ci incagliamo, invece di rammaricarci e deprimerci vivendo nel rimpianto (facendo emergere più paura di prima) convincendoci che siamo un totale fallimento, dobbiamo ricordarci che nella vita non ci sono fallimenti.
Ci sono solo risultati.
Se non ha ottenuto il risultato che volevi, impara dall’esperienza vissuta in modo che la prossima volta avrai dei punti di riferimento per prendere decisioni migliori.

 

 

“Non conosco niente di più incoraggiante che l’innegabile capacità dell’uomo a 

elevare la sua vita  con uno sforzo consapevole.”

H.D. Thoureau

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Con Passione,
Nicola P.



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