Kaizen Mental Training Blog

La mente dell’uomo tesa verso una nuova idea non torna mai alle dimensioni originali

 “Sai una cosa? Certe persone non vogliono essere salvate. Perché la salvezza implica un cambiamento.

E il cambiamento richiede uno sforzo maggiore del restare uguali.

Occorre coraggio per guardarsi allo specchio e vedere”.

G. Morrison

 

 

 

“Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario. Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire – semplicemente svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.” Steve Jobs

 

Ho deciso volutamente di inserire la citazione di Mr. Jobs per inaugurare questo articolo: la sua vita rappresenta la migliore spiegazione reale di quello di cui vorrei discutere in queste righe.

Steve Jobs è (tuttora, per chi decide di vivere con cultura Kaizen) l’emblema di cosa significa MUOVERSI VERSO LA PROPRIA VITA. E’ considerato ‘un visionario’ dalla stragrande maggioranza delle persone, tuttavia personalmente mi trovo in disaccordo con questa attribuzione: egli è stato un creatore. Tutti noi abbiamo idee, visioni e progetti; fin da bambini ci viene spontaneo farlo, è nella natura dell’essere umano. Purtroppo molti bambini poi quando crescono interrompono questa capacità, si fanno convincere dalla famiglia, dalla società, dagli amici, dalle singole esperienze e dalla cultura che “è meglio evitare” e fare il compitino perché è meglio così, perché lo fanno tutti, perché avresti delle delusioni, eccetera.

 

Questo sistema è determinato da 5 elementi: 1) le credenze intime e le regole inconsce, 2) i valori sui quali si basa la propria vita, 3) i riferimenti personali, 4) le domande abituali che ti poni, 5) gli stati emotivi che sperimenti nei vari momenti.

L’azione combinata e coordinata di questi fattori esercita una forza che ti spinge all’azione o ti trattiene, ti fa anticipare il futuro creandotelo o ti inibisce bloccandoti nelle preoccupazioni stabilendo la tua aspettativa di successo e felicità. Inoltre determina la motivazione per la quale esegui o non esegui determinate azioni, che in certi casi oltretutto sai di dover fare.

Io credo Steve Jobs si sia differenziato nella capacità di utilizzo di questo sistema: ha saputo gestire queste sinergie mischiandole ad un ingrediente che è comune a tutti i più grandi esseri umani di successo: LA VOLONTA’.

Mr. Apple ha avuto una vita piena di salite e curve improvvise, alle quali ha saputo sempre rispondere nella maniera più opportuna per ciò che era il suo più grande obiettivo: vedere realizzato ciò che aveva immaginato. E ce l’ha fatta. Tutti sappiamo dei suoi problemi di salute, delle sue battaglie professionali. Cose devastanti, che avrebbero annientato chiunque. Ma lui non ha permesso alle circostanze, a niente e a nessuno di fermarlo. Non ha permesso a ciò che gli succedeva all’esterno intaccasse la propria forza di volontà: egli sapeva che ci sarebbe riuscito. E in un celebre discorso illumina così le avversità che gli si sono presentate nel corso della vita: “posso ritenerle le mie più grandi fortune”.

 

Credo che si sia perso questo spirito, questa ‘iniziativa’ a volere vivere la propria vita. La società d’oggi ci presenta molte persone, molti giovani che sono intrappolati, imprigionati dentro gabbie invisibili e strettoie dalle quali non è possibile uscire se non indietreggiando.

Non mi interessa discutere delle colpe o delle cause, credo non serva a niente: sono più orientato a ragionare su COME poter fare per creare nelle persone la consapevolezza che se non prendi le decisioni che sai di dover prendere, allora stai vivendo la vita di qualcun altro, stai sprecando il tuo tempo.

Analizziamo la parola ‘decisione’: essa deriva dal latino de (che significa da) e caedere (che significa tagliare). Prendere una vera decisione significa impegnarsi ad ottenere un risultato e poi escludersi, tagliarsi fuori da ogni altra possibilità.

 

Non importa da dove parti: quello che conta sono le decisioni che prendi su dove vuoi andare e cosa vuoi ottenere. Più chiaro sei con te stesso e con le tue volontà, più specifico sei e più pianifichi come arrivare alla meta…allora prima otterrai quello che la tua esistenza merita di avere.

E’ pieno di esempi in cui si sente dire: “Si, mi piacerebbe prendere una decisione del genere, MA non so proprio come poter fare” e si rimane immobili, nella vita di qualcun altro. Chi si rapporta con il mondo (e con se stesso) in queste modalità è paralizzato dalla paura di non sapere esattamente come trasformare un desiderio in realtà e del cosa le potrebbe attendere dall’altra parte della cima una volta iniziata la scalata. Il risultato è che la vita prosegue, giorno dopo giorno, e si ritarda consapevolmente l’appuntamento con i successi personali che la vita merita di annoverare al proprio cospetto.

All’inizio non è importante sapere COME otterrai un risultato: quello che conta è che si decida di trovare una strada; qualunque essa sia.

 

In P.N.L. vale una regola, o meglio, un procedimento alla volta del raggiungimento dei risultati desiderati:

– decidi che cosa vuoi;

– agisci;

. osserva che cosa funziona e cosa non va;

– modifica il tuo comportamento finché non ottieni quello che vuoi.

Decidere di ottenere un risultato mette in moto una serie di avvenimenti che creeranno la spinta per raggiungere il tuo obiettivo; quasi come se impegnandosi veramente a fondo a far succedere qualcosa, riveli già al proprio interno il ‘come’. (Ricordi il consiglio della Nike? Fallo e basta.)

 

Dopo avere preso una vera decisione, pur dura che sia, in genere proviamo un senso di sollievo, non è vero? Finalmente abbiamo fatto ciò che andava fatto e ci siamo lanciati. Il fatto è che molti di noi non prendono decisioni da così tanto tempo da essersi perfino dimenticati che cosa voglia dire. Un po’ come quando l’acqua che non viene mai mossa emette un profumino che non ricorda proprio le cene di Natale; finché non la smuovi, non la agiti, non la scuoti. E un acqua che non si ferma mai non sarà mai stagnante.

Come facilitare questi meccanismi all’interno delle nostre vite? Il modo migliore per fare accadere le cose, per realizzare progetti è prendere delle decisioni; e per arrivare a prendere buone decisioni, prendine di più! Allenati più spesso.

Ricordiamoci che non è quello che ci sta succedendo ora o quello che ci è successo in passato a determinare chi o cosa diventeremo: a determinare ciò sono le decisioni su cosa concentrarci, su che senso hanno le cose per noi e su cosa intendiamo fare. Chi ha successo in un qualunque campo, significa che sta operando queste decisioni in maniera migliore.

 

Se invece preferisci iniziare un percorso più specifico calibrato sulle tue personali esigenze, che ti aiuterà a sviluppare la giusta mentalità, fare chiarezza, definire correttamente i tuoi obiettivi e mantenerti in strada nel viaggio verso i tuoi sogni, contattaci subito per un primo incontro gratuito!

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Con Passione,

 

 

Nicola Pacchetti

 



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