Kaizen Mental Training Blog

Il sole non so come fa, ma torna a splendere.

“Non perdete mai la speranza; continuate a crederci.

Ci si può sempre rialzare.”

Giacomo Sintini

                                                                                                                                                                                                                                                                     Jack è commosso a fine partita. Tv, giornali, radio, siti internet sono tutti per lui al PalaTrento al termine di gara 5. Finale Scudetto, tie-break.

 

Jack è MVP. Jack parte titolare…ed è nominato MVP. Diverso.

 

Ho conosciuto Giacomo Sintini nel 2000-2001, a Forlì. Io facevo il raccattapalle, avevo 14 anni; lui era nella formazione di Serie A. Mi ricordo che all’epoca andavo a seguire qualche allenamento dei ‘grandi’ durante la settimana, i miei idoli, e non vedevo l’ora arrivasse la domenica per poter andare al PalaFiera il prima possibile. Mi gustavo l’arrivo dei giocatori, i loro pre-partita, la sana tensione che la gara porta con sè, respiravo quell’aria magica che solo chi ha la passione nel sangue può capire. Volevo essere al palazzetto prestissimo per godere di quell’atmosfera unica. I ragazzi entrano in campo e ti salutano, ti dicono qualcosa, scherzano con te. Nel tuo piccolo, ti senti parte della squadra. Jack mi regalò la sua maglia a fine stagione. Autografata. L’ho sempre indossata con un certo orgoglio. Jack era il più sensibile, educato e simpatico; giovanissimo e talentuosissimo.

 

Ho ritrovato Jack 2 anni fa, sempre a Forlì. Ho avuto modo di conoscerlo privatamente fuori dal campo, dalle partite, dagli allenamenti e dalle trasferte. Voleva approfondire qualche aspetto di preparazione mentale. Il lato umano era rimasto immutato: ha vinto di tutto nei 10 anni trascorsi, ma era sempre il più sensibile, educato e simpatico. In palestra era il faro, trainava la squadra. Allenamenti, video, partite, statistiche. Il numero 1.

 

Poco tempo dopo, il sole da lui citato, è stato offuscato, ha smesso di splendere nella sua vita. Giacomo si sentiva spesso stanco, troppo di frequente e più del dovuto. Ha deciso di volerci vedere chiaro e ha svolto gli esami medici opportuni. L’esito è stato il più crudele. Tumore al sistema linfatico.

 

I miei pensieri sono volati alla sua famiglia, ad Alessia e in particolare Carolina, la sua bimba. Il cervello ti ripropone in pochi secondi mille flash di loro due che scherzano e giocano. Ama il suo papà. Ricordo quando le parlava al telefono dalle trasferte o quando in sala pesi lei chiedeva: “Papà e questo cos’è?” indicando una macchina dall’aspetto alieno che in realtà potenzia la muscolatura delle gambe. Ti domandi se quella scena potrà mai ripetersi.

 

Ti domandi perché. Ti incazzi.

 

Poi, ieri. “Un grande Scudetto. Una grande vittoria, contro una grande Piacenza. Poi da protagonista ha un altro sapore.”

 

Complimenti, Jack. Non è facile guidare una squadra, oltretutto di quel calibro, in una partita del genere, e dopo aver giocato poco durante il campionato. Complimenti all’uomo e all’atleta che hanno dimostrato quali sono i veri problemi della vita: un messaggio bellissimo per tutti. I giovani in primis, e chi si lamenta troppo e spesso di cose marginali. Giacomo Sintini ha lottato per davvero, signori. Giacomo Sintini ha visto la vera vita.

 

Ho avuto i brividi in questi ultimi 2 anni ogni volta che in tv o nei giornali o in internet ci fosse una notizia su Jack; ricordo di un giorno che ne parlai a lungo con il Bovo. E ci scese una lacrima. Lui lo sentiva spesso e mi rincuorava: “E’ determinato”. Il Bovo. E ieri ho rivissuto tutti quei brividi, che sono esplosi tutti insieme. Nel dopo partita Jack ha rilasciato milioni di interviste, era commosso, era bello. E’ un grande. L’esempio che ci ha regalato è un dono preziosissimo. Il più prezioso di tutti. Ascoltatelo, Giacomo Sintini. MVP della finale Scudetto e della Vita: “Continuate a crederci, ci si può sempre rialzare. Non mollate mai. Il sole, non so come fa, ma torna a splendere.”

 

Con Passione, Nicola Pacchetti.

 

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