Kaizen Mental Training Blog

Vuoi conoscere le cause dei tuoi comportamenti? Scopri cosa ti blocca oppure le ragioni che ti mettono in azione.

“Non si può trasformare il buio in luce e l’apatia in movimento senza l’emozione”

Carl Jung

 

 

 

 

 

 
Se c’è una cosa che sto notando in questo periodo ‘storico’ è la schiacciante prevalenza di persone che desiderano evitare di soffrire.
Ritengo che ci rendiamo tutti conto istintivamente del rischio della ‘linea piatta’ delle emozioni e cerchiamo disperatamente il modo per far battere ancora il nostro cuore, nelle più svariate circostanze e modalità. Molti soffrono pensando che le emozioni siano ormai fuori dal loro controllo, che siano cose che accadono spontaneamente in reazione ai fatti della vita; spesso abbiamo addirittura paura delle nostre stesse emozioni, come se fossero dei virus che ci prendono di mira e ci attaccano nel momento in cui siamo più vulnerabili.

 

 

A volte pensiamo alle emozioni come a ‘parenti poveri’ del nostro intelletto e ne sottovalutiamo il valore, oppure supponiamo che le emozioni nascano in risposta a quello che gli altri ci dicono o ci fanno. E qual è l’elemento comune dietro a tutte queste credenze globali? E’ l’idea sbagliata che non abbiamo modo di controllare queste misteriose cose chiamate emozioni. Per il bisogno di evitare di provare certe emozioni, taluni arrivano anche a fare cose assurde: si drogano, bevono, mangiano troppo… Inoltre esistono persone che vivono di eccessi oppure in una apatia debilitante: qualcuno che non precipita mai negli abissi della desolazione, e anche qualcuno che non tocca mai le vette della passione o della gioia. Emerson osservava oltre un secolo fa: ‘La massa degli uomini vive una vita di tranquilla disperazione’. Quanti esempi conosci?

 

 

Tutti vogliono evitare le emozioni dolorose, di conseguenza molti si scansano da ogni situazione che potrebbe portarli alle emozioni che temono (addirittura c’è chi tenta di non provare alcuna emozione): ad esempio chi teme di essere rifiutato si sottrae a relazioni sentimentali, svolge lavori senza rischi.. Questo può portare anche benefici nel breve periodo (protezione), ma diventa un’arma di auto-distruzione micidiale se ragionata nel lungo periodo, in quanto impedirà di provare proprio l’amore e la soddisfazione che si desiderano. Nessuno può evitare di provare sensazioni!
Esistono poi modi che negano le emozioni: sono i casi in cui si è convinti che ‘non vada poi così male’, nel frattempo, però interiormente si ha un fuoco che arde pensando che in realtà la situazione sia orribile, o che si faccia tutto bene e poi qualcosa produca una sorta di fallimento, oppure si crede che qualcuno ci stia usando, o che si sia tormentati dalla sfortuna. Il problema qui è la costanza  e la continuità del porsi sempre le stesse domande (debilitanti). Ricorda che provare un’emozione e fingere che essa non esista, non fa altro che aumentare il senso di sofferenza e disagio!
Mi è capitato (e mi capita) di osservare anche chi smette di lottare contro le emozioni negative e si abbandona ad esse, quasi a vantarsi di sapere reggere il peso della sofferenza e anzi di essere lodevoli per il coraggio che mostrano: ‘Dici che a te vada male?! Allora ascolta quanto invece va male a me!’. Quasi come se si entrasse in competizione con il malessere. E’ il caso peggiore di tutti, perché va ad intaccare il livello di identità della persona, rafforzando in essa la fierezza del vivere peggio degli altri. Va assolutamente evitata! Ci si auto-sabota coltivando la sicurezza del sentirsi male con cadenza regolare, ed è la fine.
Infine esiste una mentalità vincente, quella che possiede chi vuole veramente fare funzionare la propria vita: coloro che si impegnano affinché siano le emozioni stesse a lavorare per loro. Nessuno può banalizzare o ingannare se stesso sul significato che ogni evento ci da. E nessuno dovrebbe permettere che le emozioni figlie degli eventi controllino la nostra vita. Le emozioni, anche quelle che a breve termine sembrano dolorose, sono in realtà come una bussola interna, che ci indica le azioni che dobbiamo compiere per realizzare i nostri obiettivi. Solo chi impara ad usare le emozioni a proprio vantaggio realizzerà qualcosa di straordinario e coerente con la propria identità.

 

 

Ogni emozione che si prova, che emerge e che viviamo, ha con se un significato utile, un senso positivo: dobbiamo allenarci a scorgerlo, a trovarlo e a farlo nostro. Chiedetevi semplicemente: ‘E’ davvero giusto che provi questa sensazione in tale situazione? Deve andare davvero così, oppure devo cambiare modo di vedere le cose e utilizzare una strategia orientata al risultato che intendo ottenere?’.
Forse molte emozioni le abbiamo apprese, ci sono state insegnate, ci hanno convinto che nella situazione X dobbiamo provare Y perché Z.  Semplicemente io credo che la vita sia la somma di ogni singola esperienza di ogni singola giornata, e dobbiamo trovare il modo di fare una certa cosa meglio di quanto non la facessimo precedentemente. Ricordiamoci che non siamo perfetti e che nemmeno dobbiamo esserlo.

 

 

Dobbiamo sviluppare un senso di controllo sulla nostra esistenza. Per fare ciò, decidiamo quale, tra tutte le cose della nostra vita, sia in assoluto la più importante sulla quale concentrarci. Scriviamo tutte le cose che per noi sono più importanti da realizzare e mettiamole in ordine di priorità. Il solo fatto di esternarle, mettendole nero su bianco, ci darà la sensazione di controllare quello che sta succedendo; poi prendiamo in esame la prima voce della lista e continuiamo ad agire finchè non l’avremo sotto controllo. Se finora non hai ottenuto il risultato a cui ambisci, cambia modo di agire. Possiamo sempre trovare la soluzione. Iniziamo a farlo concentrandoci su quello che possiamo controllare e dominiamo un passo alla volta, rendendoci conto che esiste un significato positivo a ogni cosa, anche se non ci è sempre comprensibile fin da subito.

 

 

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Con passione, Nicola.



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